Timelapse e Fotografia:
la Rinascita del Teatro Odeon Firenze


Il Cinema Teatro Odeon di Firenze è stato per oltre un secolo uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina. Inaugurato nei primi anni del Novecento, l’Odeon ha rappresentato un punto di riferimento per il cinema nel cuore del centro storico, fino alla sua recente trasformazione in Giunti Odeon, una grande libreria che ha saputo conservare l’anima architettonica dello spazio reinterpretandola in chiave contemporanea.

Il progetto di ristrutturazione, seguito dallo Studio Benaim e commissionato direttamente da Giunti Editore, ha interessato un edificio iconico, riportandolo a nuova vita senza snaturarne l’identità. Documentare questa trasformazione non significava semplicemente registrare un cantiere, ma raccontare un processo complesso fatto di cura, precisione e visione progettuale.

Per questo intervento ho realizzato un timelapse della durata di quattro mesi, affiancato da una serie di fotografie finali dello spazio completato. Il cuore del lavoro è stato il timelapse: uno strumento capace di condensare mesi di lavorazioni in pochi minuti, rendendo visibile e comprensibile un processo che altrimenti sarebbe rimasto frammentato nel tempo.


libreria cinema storico Firenze

Il timelapse di quattro mesi: raccontare il tempo

Per documentare la ristrutturazione ho utilizzato due postazioni fotografiche di mia produzione, progettate per garantire qualità d’immagine professionale e controllo remoto continuo. Le postazioni, alimentate a corrente e basate su fotocamere reflex con ottiche dedicate in base alle esigenze compositive, sono state spostate più volte nel corso dei lavori per adattarsi alle fasi del cantiere e mantenere sempre inquadrature efficaci.

Ho sempre ragionato da fotografo, non da semplice operatore tecnico: inquadrature ampie, prospettive reali e non distorte, attenzione alla composizione e alle attività in corso. L’obiettivo non era solo mostrare “che qualcosa stava accadendo”, ma costruire una narrazione visiva coerente e leggibile.

L’intervallo di scatto è stato variato tra i 2 e i 5 minuti, in base alle lavorazioni, per garantire fluidità anche nelle fasi più dinamiche. In totale sono state prodotte 35500 immagini, poi selezionate e montate in un video finale di circa tre minuti, completo di musica e titoli.

Il risultato è stato proiettato sul grande schermo del cinema interno alla libreria il giorno dell’inaugurazione, ricevendo un riscontro estremamente positivo e i complimenti diretti dell’allora amministratore unico di Giunti. Il momento simbolico più significativo è stato senza dubbio l’installazione del megaschermo: un passaggio che ha segnato la continuità tra passato e presente, tra il vecchio cinema e la nuova libreria.


Un sistema proprietario per il controllo e il monitoraggio

La gestione di un timelapse di lunga durata richiede controllo costante e affidabilità. Le postazioni sono dotate di un software di mia produzione che mi consente monitoraggio remoto continuo, ricezione di allerte e verifica della progressione dei lavori.

Anche il cliente ha potuto accedere a una piattaforma web dedicata per visualizzare le immagini e seguire l’avanzamento del progetto in tempo reale. Durante i quattro mesi sono intervenuto fisicamente circa dieci volte, coordinandomi con il cantiere e con l’architetto per eventuali spostamenti o adattamenti delle postazioni.

Esperienza, gestione dei parametri tecnici e capacità di adattamento alle condizioni di cantiere permettono di lavorare con serenità anche in contesti complessi e di alto profilo.


spazio culturale Palazzo dello Strozzino

Le fotografie finali: continuità visiva e atmosfera

Al termine della ristrutturazione ho realizzato una serie di fotografie dello spazio completato, con l’obiettivo di restituire in modo coerente l’identità definitiva del nuovo Giunti Odeon.

L’approccio è stato in continuità con il timelapse: inquadrature ampie, prospettive naturali e attenzione all’equilibrio tra architettura e luce. Non mi interessava solo documentare l’intervento, ma raccontare l’atmosfera luminosa e la percezione dello spazio una volta tornato a vivere.

Le immagini finali completano il lavoro di documentazione, affiancando al racconto del processo la rappresentazione del risultato. La consegna ha incluso il video montato, l’intero archivio delle immagini del timelapse e le fotografie ad alta risoluzione dello spazio ultimato, costruendo così un patrimonio visivo completo della trasformazione.


sala proiezione e galleria Firenze
libreria cinema storico Firenze