Restauro nella Cappella Bacci – Arezzo
Documentazione fotografica del cantiere nella Basilica di San Francesco durante gli interventi sugli affreschi rinascimentali
Restauro della Cappella Bacci – Arezzo
Il cantiere di restauro della Cappella Bacci, nella Basilica di San Francesco ad Arezzo, ha rappresentato un momento importante per la tutela di uno dei capolavori del Rinascimento italiano. La cappella custodisce il celebre ciclo di affreschi Le Storie della Vera Croce di Piero della Francesca, realizzato nella seconda metà del Quattrocento.
Durante gli interventi di manutenzione conservativa sono state montate impalcature per permettere ai restauratori di operare in quota in condizioni di sicurezza e precisione. La presenza del ponteggio ha modificato temporaneamente la percezione dello spazio, offrendo una visione ravvicinata delle superfici dipinte e dei dettagli pittorici normalmente non visibili.
Il contesto storico e artistico
La Cappella Bacci si inserisce all’interno della Basilica di San Francesco, edificio gotico costruito tra il XIII e il XIV secolo. Commissionata dalla famiglia Bacci, la cappella è oggi uno dei luoghi simbolici della città di Arezzo.
Il ciclo pittorico di Piero della Francesca è riconosciuto per l’equilibrio compositivo, la costruzione prospettica e la qualità della luce. Proprio per questo, ogni intervento conservativo richiede grande attenzione e competenza tecnica. Il restauro documentato aveva l’obiettivo di garantire la stabilità e la conservazione delle superfici affrescate nel tempo.
Documentazione del cantiere
La fotografia del cantiere ha seguito le diverse fasi dell’allestimento delle impalcature e del lavoro dei restauratori. Le immagini mostrano il rapporto tra la struttura temporanea del ponteggio e l’architettura storica della cappella, senza alterarne la percezione.
La luce naturale che filtra nella basilica contribuisce a definire volumi e profondità. Per questo motivo, le inquadrature sono state studiate per mantenere equilibrio tra rigore documentale e rispetto del contesto artistico.
Le fotografie realizzate sono state destinate alla documentazione tecnica dell’intervento e alla comunicazione del processo di restauro. Il progetto diventa così testimonianza visiva di una fase delicata nella conservazione di uno dei più importanti cicli pittorici del Quattrocento.




